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Studiare per giocare: l’importanza della matematica per diventare un pro del Poker

Nel settore del gambling le carte rappresentano una vera e propria istituzione. Gli italiani amano le slot machines e le roulette, ma per giochi come il poker nutrono un’autentica passione intramontabile. Inoltre, il poker può offrire prospettive che vanno ben al di là del mero divertimento, sebbene sia sempre consigliabile approcciare questo gioco come forma di svago, e in maniera responsabile, si ha comunque la possibilità di trasformarlo in una vera e propria professione. 

Studio e sacrifici: la ricetta del pro player nel poker

Al pari di qualsiasi altra disciplina o professione, non si diventa professionisti del poker dall’oggi al domani, né per diritto di nascita. Vuol dire che servono anni di studio per poter padroneggiare le varie tecniche, come nel caso del bluff, e tantissima pratica sul campo per acquisire l’esperienza necessaria per competere con i big del settore. Significa dunque affrontare diversi sacrifici per dotarsi di abilità tali da potersela giocare su qualsiasi tavolo verde e contro qualsiasi avversario. 

Va detto che non tutti possono ambire ad un ruolo da professionisti nel poker, ma non si tratta assolutamente di un problema, anzi: il gioco di carte come semplice hobby va più che bene, specialmente per trascorrere qualche ora divertendosi. Online, infatti, esistono diversi portali che permettono a chiunque di giocare a poker, senza dover essere per forza dei campioni. Molte di queste piattaforme, come ad esempio Snai casino, vengono anche recensite dai giocatori, permettendo così a chi si avvicina a questi giochi di cogliere i pro e i contro del servizio scelto prima di iniziare una partita. Per diventare un pro player serve tanto altro, come ad esempio lo studio della matematica e, più in particolare, del calcolo della probabilità.

Lo studio del calcolo delle probabilità nel poker

Il poker professionale non è un gioco per tutti, per un motivo molto semplice: bisogna padroneggiare arti matematiche come il calcolo delle probabilità. In estrema sintesi, chi sa contare le carte ne esce nettamente favorito, al contrario di chi invece non possiede questa competenza. Il conteggio delle carte, infatti, permette di avere una panoramica piuttosto chiara sulle possibili combinazioni che potrebbero giocare a proprio favore. 

Naturalmente, il poker non è una scienza esatta – nonostante esistano intelligenze artificiali imbattibili – e quindi non basta saper contare le carte: è infatti necessario avere sempre un forte intuito, per capire quando conviene ritirarsi e quando invece osare. Certo è che il conteggio delle carte ovviamente aiuta e non poco, rappresentando la pietra miliare sulla quale si basa il successo nel poker competitivo, perché può seriamente indirizzare la partita a proprio favore. È chiaro, comunque, che il conteggio delle carte non fornisce soluzioni certe, ma un’approssimazione essenziale di ciò che potrebbe capitare, fondamentale per prevedere le varie combinazioni.

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