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Le Crocerossine – Infermiere Volontarie CRI alla 31ª Edizione del Salone del Libro di Torino

Le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana saranno presenti, anche con la partecipazione delle Infermiere Volontarie del Comitato CRI  di Casale Monferrato, per il sesto anno consecutivo, al Salone Internazionale del Libro di Torino rispondendo con il loro motto AMA, CONFORTA, LAVORA, SALVA al tema di questa 31ª edizione «Un giorno, tutto questo» ed alle cinque domande poste dal comitato scientifico: Chi voglio essere?Perché mi serve un nemico? A chi appartiene il mondo?Dove mi portano spiritualità e scienza?Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione

Lingotto Fiere   10 – 14 maggio 2018    –   Padiglione 3 Stand T76

Domande che rispecchiano, oggi più che mai, l’attualità del servizio quotidianamente svolto dalle Crocerossine in Italia e all’estero. Per questa 31ª Edizione del Salone le Infermiere Volontarie, anche in occasione del 110° Anniversario della fondazione del Corpo, si presentano con uno stand aperto a contaminazioni diverse e contraddistinto da una grafica che rimanda al tema del Salone.

Al tema del Salone «Un giorno, tutto questo» e alle cinque domande, le Crocerossine risponderanno attraverso incontri con ospiti speciali impegnati in vario modo – giornalismo, volontariato, ecc. – a rendere migliore la società partendo dall’individuo.

Appuntamenti fissi, cadenzati per tutta la durata della manifestazione, saranno anche le pillole di informazione sanitaria, durante le quali verranno impartite alcune elementari nozioni di primo soccorso in un divertente sipario didattico.

A completare le attività proposte dalle Crocerossine, una postazione di controllo sanitario, allestita all’interno dello stand, sarà costantemente a disposizione di quanti vorranno ricevere consigli o farsi controllare i parametri vitali.

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31° Salone del Libro di Torino – 2018

«Un giorno, tutto questo»

Lingotto Fiere   10 – 14 maggio 2018    –   Padiglione 3 Stand T76

Il Corpo delle Infermiere Volontarie CRI

Il Corpo delle Infermiere Volontarie CRI le ‘Crocerossine’, nasce formalmente in Italia nel 1908 a Roma con l’apertura del primo Corso Allieve presso il Policlinico Militare del Celio, sotto il patrocinio della Regina Elena di Savoia. Già in quell’anno le prime 260 crocerossine parteciparono ai soccorsi seguenti al Terremoto di Messina, mentre la prima partecipazione ad un conflitto avvenne nel 1911, in occasione della Guerra italo-turca a bordo di navi ospedale.

Durante la Prima guerra mondiale oltre 7.000 Infermiere Volontarie furono presenti nei 204 ospedali da campo della Croce Rossa, in prima linea e nelle retrovie. Sempre al fianco della popolazione, le Infermiere assistettero negli stessi anni, quanti furono colpiti dalla pandemia di Spagnola, e gli abitanti della Marsica vittime di un terremoto. Vincendo le ritrosie di un ambiente fino allora di esclusiva pertinenza maschile, le Infermiere Volontarie negli anni Trenta furono presenti in Etiopia, Somalia, Abissinia, Libia ed Eritrea. In seguito fu fondamentale il loro ruolo di soccorso in tutti i teatri della Seconda guerra mondiale, in particolare sulle navi ospedale e nei treni che seguirono l’esercito in Russia. 44 sono le Infermiere Volontarie cadute in seguito ad attività di servizio, di cui due in campo di concentramento. La loro opera proseguì al termine del conflitto nell’assistenza alla popolazione stremata agli orfani e ai mutilati, come nella lotta contro la malaria. Nel dopoguerra le Crocerossine furono inviate nuovamente in missione, in Corea unitamente al Reparto Sanitario/logistico del Corpo Militare CRI dove svolsero un fondamentale ruolo di assistenza ancor oggi celebrato delle autorità Coreane. Furono presenti anche durante i soccorsi alle popolazioni colpite da disastri nazionali (alluvione del Polesine nel 1951, disastro del Vajont, alluvione di Firenze, terremoto del Belice…) ed esteri (alluvione dell’Olanda nel 1953, terremoto di Agadir…). Ausiliarie delle Forze Armate, le Infermiere Volontarie partecipano alle missioni umanitarie e di pace all’estero richieste dal nostro Paese ed in accordo con la comunità internazionale: Libano, Somalia, Mozambico, Turchia, Bosnia, Albania, Kosovo, Iraq, Palestina ed Afghanistan. Nel 1985 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha concesso l’uso della Bandiera Nazionale al Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, per gli alti meriti civili e militari resi alla Nazione. Numerose, anche, le partecipazioni ad interventi di soccorso internazionale per emergenze in caso di grandi calamità naturali al fianco della Protezione Civile e della Croce Rossa come lo tsunami in Sri Lanka, il sisma in Iran e ad Haiti.

Nel 2011 hanno preso parte all’Emergenza Corno d’Africa, in una attività di monitoraggio e assistenza alla popolazione colpita da siccità, per la prevenzione e la cura della malnutrizione, svolta dalla Croce Rossa Italiana in supporto e collaborazione con la Croce Rossa Keniota. Oltre alle emergenze esiste un operato quotidiano e silenzioso, esplicato attraverso una molteplicità di servizi alla persona e alla comunità così come previsto dai compiti istituzionali della Croce Rossa Italiana, che, vanno dalle attività negli ambulatori CRI, all’educazione sanitaria alla popolazione ai più specifici corsi di primo soccorso. Molti gli impegni e le iniziative anche in collaborazione con altre associazioni, per la sensibilizzazione alla prevenzione di malattie e di comportamenti a rischio. Per prestare la loro opera con professionalità nel rispetto sia dei principi morali e formali sia delle leggi Italiane e internazionali, le Allieve Infermiere Volontarie CRI frequentano un corso teorico/pratico di due anni, il cui svolgimento è regolamentato dallo Stato con uno specifico piano di studi. Ogni attività svolta dal Corpo delle Infermiere Volontarie CRI è volontaria e a titolo gratuito.

Decorazioni concesse al Corpo delle Infermiere Volontarie per i servizi resi dal 1908 e il 1915:

2 Medaglie d’Oro di cui 1 per i Benemeriti del terremoto Calabro Siculo del 1908 e 1 per il terremoto della Marsica del 1915, 

2 Medaglie d’Argento al Valor Militare di cui 1 per il conflitto Italo –Turco del 1911 e 1 per la Prima Guerra Mondiale.

Sono state inoltre concesse:

1 Medaglia di bronzo al Valor Militare;

1 Medaglia d’argento ed una di bronzo al Valore dell’Esercito;

1 Medaglia d’oro e 1 di bronzo al Valor Civile;

1 Medaglia d’oro e una d’argento al Merito Civile;

2 Medaglia d’oro di cui 1 al Merito ed una per i Benemeriti della Sanità Pubblica.

Numerosi riconoscimenti e le decorazioni personali concesse alle singole Sorelle, tra le quali anche la Medaglia Florence Nigthingale.

Principali Emergenze Nazionali a cui le Infermiere Volontarie hanno preso parte:

1951 – Polesine

1955 – Salerno

1956 – Profughi Ungheresi

1960 – Olimpiadi

1963 – Vajont

1966 – Alluvione Di Firenze

1968 – Terremoto Del Belice

1976 – Terremoto Del Friuli

1975 – Profughi Eritrea

1975 – Profughi Vietnam

1980 – Terremoto Irpinia

1984 – Terremoto Abruzzo

1985 – Frana Di Stava

1987 – Lampedusa

1987 – Frana Valtellina

1989 – Profughi Romania

1991 – Profughi Albanesi

1992 – Profughi Ex Jugoslavia

2000 – Profughi Kosovo

2005 – Esequie Santo Padre

2005 – Proclamazione Santo Padre

2008 – Profughi Lampedusa

2009 – Emergenza Maltempo

2009 – Emergenza Sisma Abruzzo

2011 – Alluvione Calabria 

Dal 2011 – Emergenza migranti a Lampedusa e Mineo

Le missioni internazionali effettuate dal dopo guerra ad oggi:

1951-54 Corea,

1982-84, Libano ITALCON,

1990- 1991 Kurdistan“Airone”,

1991-93 Albania “Pellicano”,

1992-94 Somalia “Ibis”,

1993-93 Mozambico “Albatros”,

1994 Ruanda “Entebbe”,

1996-2003 TIPH Hebron,

1996-2001 Bosnia Erzegovina IFOR e SFOR,

1999-2003 Kosovo KFOR, 2003-05 Iraq Baghdad e “Antica Babilonia”

Emergenze umanitarie internazionali:

1980 Tailandia Assistenza ai profughi cambogiani,

1980 Algeria sisma, 1988 Armenia Sisma,

1989 Romania,

1999-2000 Albania “Arcobaleno”,

2003 sisma Iran, 2005 sisma Sud est asiatico,

2005-06 sisma Pakistan,

2010 Haiti Missione White Crane e ERU Croce Rossa

2011 Emergenza Corno d’Africa

2015 Terremoto Nepal

2015 Virus epidemico “Ebola” in Sierra Leone

2015 Eunavfor Med Operation Sophia

2016 Terremoto di Amatrice e Norcia

2016 Valanga di Rigopiano

2017 Missione Ippocrate (Libia)

2017 Progetto Passim, in collaborazione con i Ministeri dell’Interno, Salute e Difesa sotto la direzione della Marina Militare italiana

2017 Alluvione in Bangladesh

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31° Salone del Libro di Torino – 2018

«Un giorno, tutto questo»

Lingotto Fiere   10 – 14 maggio 2018    –   Padiglione 3 Stand T76

 La costruzione del futuro passa attraverso le azioni di oggi

Da 110 anni le Infermiere Volontarie sono presenti sui campi di battaglia così come in ogni calamità naturale sia in Italia che all’estero. Le prime basi di questo impegno sociale risalgono alle donne sui campi di battaglia dell’Ottocento, come Florence Nightingale che applicò la sua capacità scientifica ed organizzativa alla cura dei feriti durante la guerra di Crimea nel 1855.

110 anni fa il Corpo contava circa 1000 infermiere, oggi sono 9.500 le Infermiere Volontarie – donne, madri, impiegate, professioniste dai 18 anni in su – che quotidianamente offrono il proprio tempo al servizio dei bisognosi e della società in Italia e all’estero.

Le Infermiere Volontarie agiscono in vari modi, spesso in rete con altre associazioni, a volte in supporto ai servizi pubblici, e in alcuni casi gestiti solo esclusivamente dalla Croce Rossa Italiana:

 • Nei campi nomadi

• Nei servizi rivolti alle persone senza fissa dimora

• Negli ambulatori;

• Nei Centri contro la violenza gestiti dalla Croce Rossa in varie città d’Italia

• A favore dei migranti, dal momento del loro salvataggio fino ai centri per l’accoglienza, dove spesso le poche donne presenti vivono in una situazione di isolamento, per evitare violenze.

Questa ultima emergenza, che vede impegnata non solo l’Italia ma l’Europa tutta, è un’emergenza anomala che non richiede un aiuto circoscritto all’immediato ma, anzi, un aiuto che sappia costruire delle basi per uno sviluppo che, in un’ottica spazio temporale, andrà a coinvolgere le società del futuro. Perché le donne e i bambini giunti oggi alle porte dell’Europa saranno coloro che formeranno le società di domani. In quest’ottica di servizio e di aiuto il Corpo delle Infermiere Volontarie della CRI è impegnato dal 2013 in cooperazione con il Ministero della Difesa in uno sforzo senza precedenti. 

Le Infermiere Volontarie, forti di un’esperienza acquisita nel tempo a seguito di simili emergenze sia in Italia sia all’estero – 1939 Campagna antimalarica; 1951 Missione in Corea; 1975 profughi dall’Eritrea; 1980 campi nomadi; 1995 Missione IFOR in Bosnia Erzegovina prestano servizio sulle navi della Marina Militare Italiana e nei centri di accoglienza a terra mettendo in campo diverse qualifiche (infermiere, psicologhe, avvocati, interpreti). Un impegno che punta non solo a salvare vite nell’immediato dell’emergenza ma anche, e soprattutto, ad accompagnare lungo un percorso fatto di cure fisiche e psicologiche fino all’inserimento sociale, insegnando loro le prime nozioni di educazione igienica e sanitaria così come la lingua italiana per acquisire un’autonomia nella gestione del quotidiano, fondamentale per la riconquista di una personale dignità ed una futura emancipazione dallo status di rifugiato.

In cinque anni di attività rivolta ai rifugiati le Infermiere Volontarie hanno assistito tantissimi bambini e tantissime donne, molte purtroppo che hanno subito violenze ed abusi.

Le storie che le donne soccorse raccontano parlano di soprusi e violenza a cui vengono sottoposte prima e durante il viaggio verso l’Europa promessa: già cominciare il viaggio non è facile, la polizia, i militari, le stesse autorità potrebbero permettere alle donne di fuggire solo in cambio di favori sessuali. Le tristi testimonianze raccolte durante l’operato delle Infermiere Volontarie raccontano di donne che vengono lasciate nei bordelli lungo la strada, in cambio di denaro, senza possibilità di ribellarsi. Altre vengono costrette a prestazioni sessuali, sotto continue minacce, dagli stessi trafficanti. Durante il viaggio delle speranza non sanno dove si trovano, viaggiano alla mercé dei trafficanti di persone, di criminali. Quando raggiungono un campo per rifugiati continuano a non essere al sicuro: questi posti sono sovraffollati, manca sicurezza e privacy (i bagni e i dormitori sono comuni) e non esistono strutture a supporto delle donne che hanno subito violenza sessuale e di genere. 

Da qui poi partono due tipi di barconi: quelli destinati a raggiungere le coste europee e quelli destinati ad essere affondati poco dopo la partenza dagli stessi scafisti (una volta incassato il denaro). Se sono fortunate e trovano un barcone di quelli non destinati ad essere affondati inizia la loro odissea nel Mediterraneo, fatta di fame, freddo, malattie, febbre e ulteriori abusi per non essere gettate in mare.

“Alcune sono sedute, altre in piedi rincorrendo i bambini più piccoli. La maggior parte ha pance voluminose” questo lo scenario che si presenta agli occhi delle Infermiere Volontarie che prestano le loro opera sulle Navi e nei porti. Il più  delle volte purtroppo la gravidanza è frutto di stupri subiti durante il viaggio. Inutile dire che queste donne soffrono terribilmente e tra loro chi ce la fa abortisce, ma chi ha superato il tempo gestazionale per farlo, scappa o cerca situazioni che mettono in pericolo se stessa e il bambino. Alcune hanno partorito durante la traversata sulle navi che le hanno prese in salvo. Per queste donne la gioia, la paura, la sofferenza, la violenza, la fiducia sono condizioni d’animo che si amalgamano in uno stato confusionario, ed è proprio in questa situazione che le mani, gli occhi, la voce di un’Infermiera Volontaria si rivelano come un porto sicuro nel quale abbandonarsi con fiducia.

Questo è il nostro impegno, di donne per le donne, questa è la nostra forza, sicure che la nostra storia ci aiuterà nel portare avanti servizi all’insegna del nostro amato motto AMA CONFORTA LAVORA SALVA che racchiude in modo esemplare la nostra “MISSION” e guidate dai sette principi  di Croce Rossa:

  1. Umanità
  2. Imparzialità
  3. Neutralità
  4. Indipendenza
  5. Volontarietà
  6. Unità
  7. Universalità

Principali Emergenze Nazionali e umanitarie internazionali in corso a cui le Infermiere Volontarie prendono parte:

  • dal 2011 – Emergenza migranti a Lampedusa e Mineo
  • dal 2017 Missione Ippocrate (Libia) dove le Sorelle svolgono la loro opera tutti i giorni nell’Ospedale da campo di Misurata
  • dal 2017 Progetto Passim (Primissima Assistenza e Soccorso Sanitario in Mare) in collaborazione con i Ministeri dell’Interno, Salute e Difesa sotto la direzione della Marina Militare italiana
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    «Un giorno, tutto questo

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Attività antiviolenza delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa

Oggi sono 9.500 le Infermiere Volontarie – donne, madri, lavoratrici – che quotidianamente offrono il proprio tempo al servizio dei bisognosi e della società. Molte di loro sono quotidianamente impegnate sempre più anche in specifiche attività contro la violenza. Il tema della violenza è purtroppo sempre  più parte integrante della  nostra  cronaca  quotidiana:  violenza  sui  bambini, sulle donne,  sui migranti, sui disabili, sugli anziani, verso tutte quelle categorie che,  risultano spesso essere più fragili e quindi più manipolabili. Se da un lato si nota sicuramente un impegno della società in termini, preventivi, culturali, di servizi, dall’altro resta aperta la questione della presa in carico di queste situazioni, presa in carico e accoglienza che vede le Infermiere Volontarie parte attiva, sia nel portare avanti servizi verso i più deboli, sia in attività specifiche e di ascolto anche  nel settore della violenza di genere. Nello specifico della violenza di genere, noi Infermiere Volontarie, siamo da sempre attive anche in quanto Donne!

Donne di varie età, di varie estrazioni sociali, occupate nel lavoro, nella cura e gestione della propria famiglia, ma pronte per scelta personale ad offrire aiuto, sollievo in tutte le situazioni in cui vi sia bisogno. Le infermiere volontarie agiscono ascoltando, sostenendo, e fornendo aiuto in vari modi, spesso in rete con altre associazioni, a volte in supporto ai servizi pubblici, e in alcuni casi gestiti solo esclusivamente dalla Croce Rossa Italiana.

Dal 2017 la Croce Rossa Italiana ha istituito il Tavolo Tecnico per la lotta alla violenza di cui è referente una Infermiera Volontaria:

      • Nei Centri contro la violenza gestiti dalla Croce Rossa in varie città d’Italia, dove il supporto delle Infermiere Volontarie completa quello del gruppo di lavoro per i fini propri del Centro sia esso d’accoglienza sia esso d’ascolto.
      • Nel primo Centro di Ascolto, “L’orecchio di Venere”, nato nel 2009 per forte volontà di una Crocerossina di Asti che assieme ad altri professionisti ha voluto creare un luogo che accolga, ascolti e sostenga donne, ma anche persone più fragili da un punto di vista sociale, di ogni nazionalità e religione, vittime o potenziali vittime di violenze. Il centro fa parte della rete provinciale antiviolenza e lavora in rete con le forze dell’Ordine. Il centro aperto 24 ore su 24 vede 
      • il turnarsi delle volontarie e dei medici professionisti. Dal  2009 al 2017 le II.VV. hanno costantemente operato e gestito una media di OLTRE 50 NUOVI CASI ALL’ANNO.
      • Negli ambulatori dove offrono visite e cure mediche, ma anche forniscono interventi di educazione alimentare, sessuale per aiutare queste donne a meglio sopravvivere nel loro contesto attuale.
      • Nei servizi rivolti alle persone senza fissa dimora, realtà caratterizzata prevalentemente dalla presenza di uomini, dove le poche donne che frequentano il servizio o che vengono “agganciate”, hanno alle spalle storie tremende. Per loro spesso l’unico aiuto possibile è l’ascolto e l’accoglienza. E i risultati positivi si vedono. Queste persone diventano frequentatori fissi dei centri e diventiamo per loro un riferimento certo ed importante.
      • Nei campi nomadi, attraverso l’assistenza socio / sanitaria – educazione alla salute 
      • Nei centri per accoglienza migranti, dove spesso le poche donne presenti vivono in una situazione di isolamento, per evitare violenze. Il nostro impegno in questi casi mira ad un inserimento sociale, insegnando loro la lingua italiana per trovare autonomia nella gestione del quotidiano.
      • In tutti i servizi rivolti ai bisognosi come il recente supporto al Presidio Solidale attivato dalla Santa Sede, che ha visto l’impegno di oltre 20 infermiere volontarie per una settimana pronte ad offrire a tutte le persone in difficoltà non solo prestazioni sanitarie, ma ascolto e accoglienza.

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