Quando la grande storia d’Oriente risuona tra le colline del Monferrato
Può un piccolo borgo adagiato tra le colline monferrine nascondere l’origine di una delle vicende più incredibili e romanzesche del Settecento? La risposta è sì, e la dimostrazione si è avuta domenica 11 ottobre, quando si è tenuta a Piazzano di Camino la seconda edizione del Trekking del Profeta Mansur. Un evento firmato Cammini Divini che ha visto un interessato gruppo di escursionisti mettersi in marcia non solo per godere dei paesaggi autunnali, ma per ripercorrere i luoghi d’origine di un personaggio leggendario: Gianbattista Boetti. Chi era il Profeta Mansur? Nato proprio a Piazzano nella seconda metà del XVIII secolo, Boetti fu un uomo dalla vita rocambolesca: frate dominicano, avventuriero, medico spregiudicato e fondatore di una nuova fede spirituale e politica. Spintosi fino al Vicino Oriente, riuscì a trasformarsi nel leggendario Profeta Mansur, guidando popolazioni locali, facendosi condottiero e arrivando persino a fondare uno Stato autonomo tra Armenia e Kurdistan. Un’epopea straordinaria iniziata tra le mure discrete della cascina di famiglia nel Monferrato.


I partecipanti si sono ritrovati nel primo pomeriggio presso l’antico Podere Boetti (oggi di proprietà della famiglia Rondano), punto di partenza e fulcro della narrazione.
Dalla storica cascina, il gruppo si è mosso in direzione della suggestiva chiesa di Isolengo, incorniciata dalle sfumature calde dei vigneti in veste autunnale. Il percorso è poi proseguito in salita lungo la cresta, attraversando i rigogliosi noccioleti che stanno gradualmente ridisegnando il paesaggio agricolo di questa porzione di Monferrato.

Da qui, una discesa ripida e tortuosa lungo un sentiero immerso nella natura ha condotto gli escursionisti alla borgata di Luvara per una breve sosta, prima di riprendere la salita verso la Cascina Monte Sion. Infine, l’ultimo tratto in discesa ha riportato il gruppo al punto di partenza, chiudendo un anello perfetto tra storia, flora e fascino senza tempo.

Come da migliore tradizione piemontese, la fatica della camminata è stata ampiamente ripagata al rientro in cascina. I partecipanti hanno potuto gustare una ricca merenda sinoira a base di prodotti tipici locali e vini del territorio, coronata dalla celebre crema di nocciole artigianale prodotta direttamente dai proprietari del podere.
Un finale in allegria e convivialità che ha lasciato tutti i camminatori entusiasti. Chiusa con successo la tappa casalese, gli organizzatori guardano già al futuro: il prossimo appuntamento con gli scarponi ai piedi è fissato per domenica nel Canavese, per un’altra affascinante escursione alla scoperta delle misteriose “Terre Ballerine”.

