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Calcio – Intervista al Direttore Sportivo del Casale 1909 Luca Sacco

INTERVISTA A LUCA SACCO

Poco più di due mesi, (64 giorni per la precisione), dal momento in cui Luca Sacco ha assunto l’incarico di Direttore Sportivo, unitamente a Fabrizio Scalzi come Direttore Tecnico.
Dalla conferenza stampa nella “pancia” del “Palli”, al giorno del raduno.
Direttore, immaginiamo siano stati due mesi molto intensi, dove tra le altre cose hai potuto prendere contatto con la tua nuova realtà lavorativa.

Un Casale 1909 che sta intraprendendo una strada decisamente rivolta al professionismo. Com’è stato fino ad oggi lavorare a stretto contatto con la dirigenza nerostellata?
“Innanzitutto ci tengo a dire che è estremamente stimolante lavorare per questa società. Siamo molto coesi, esiste rispetto dei ruoli ed è più semplice svolgere i propri incarichi. Nella mia carriera ho operato in diverse piazze, ma sto vivendo qualcosa di unico. A Casale c’è un senso di appartenenza incredibile da parte delle persone. C’è voglia di stare accanto a una squadra che è il simbolo della città. Tutto ciò ti responsabilizza ulteriormente, ma sono orgoglioso di provare queste emozioni”.

Ti sei trovato nella situazione di dover assemblare un team nuovo di zecca e sei partito dalla guida tecnica. Da Manuel Lunardon e dal suo staff.
“L’allenatore è stato la nostra prima scelta. Ci assomigliamo per temperamento ed è un giovane preparato, affamato, che ogni giorno vuole ampliare le proprie conoscenze. Lo staff lo abbiamo assemblato velocemente, ma si tratta di persone preparate, che godono della nostra piena fiducia. Sannino sappiamo da quale scuola arriva; il preparatore atletico lo conoscevo per fama ed i preparatori dei portieri sono uomini con i quali ho già lavorato. Il fisioterapista, pur essendo giovane, ha un curriculum importante, fatto di esperienze ad alto livello. Insomma, si tratta di un gruppo che sta già operando sulla stessa linea, condividendo professionalità e competenze”.

A ruota sono arrivati i giocatori. Quali sono state le caratteristiche che hai ricercato in maniera particolare?
“Ho voluto un blocco che conoscevo. So cosa possono dare in campo e soprattutto nello spogliatoio. Sono ragazzi con trascorsi in categorie superiori e si è partiti da queste certezze. Altri sono arrivati perché posseggono caratteristiche tecniche che ben si sposano con il progetto e le idee del mister. In porta la scelta è stata quella di puntare su due giovani; entrambi hanno percorsi in serie D. Caratteristiche diverse, ma sono estremamente affidabili”.

La maglia e la storia del Casale, quanto peso hanno avuto nelle trattative?
“E’ stata un’arma vincente. Ho letto la storia del Casale, ho visitato il Museo ascoltando con molta attenzione ed ho capito di far parte di qualcosa di straordinario. Quando ho parlato con i giocatori ho cercato di far capire loro, cosa voglia dire indossare questa maglia ed è stata lei a fare la differenza. Questa piazza è di un’altra categoria”.

Sei soddisfatto del gruppo che sabato 25 luglio inizierà la preparazione?
“Sono contento e lo è anche il mister. Volevamo questi giocatori e possiamo affermare di essere riusciti a portali tutti in questo contesto”.

Ci sono giocatori sui quali non si può discutere in relazione ad esperienza e capacità tecniche e poi ci sono giovani oltremodo interessanti. Tra loro chi pensi possa essere la rivelazione di questa stagione?
“Presto per dirlo. Abbiamo ragazzi che con il mister e il suo staff possono crescere tanto. Dovrannoallenarsi duramente, cercando di rubare qualcosa a compagni con i quali è una fortuna poter condividere il campo in settimana. Durante una stagione tutti avranno alti e bassi, giovani o meno giovani che siano. Loro dovranno farsi trovare pronti perché si tratta di un contributo troppo importante, che fa la differenza all’interno di un campionato”.

In città c’è fermento, accompagnato da curiosità e da soddisfazione. Si alza l’asticella delle aspettative o si procede secondo programma?
“Noi abbiamo l’obbligo di fare le cose con serietà e professionalità. La piazza è esigente, ma noi dobbiamo tenere i piedi per terra. La stagione è lunga, difficile e stimolante. La squadra dovrà essere responsabile nei confronti dei tifosi ed avere la giusta “garra” non solo quando scenderà in campo, ma anche in allenamento”.

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