l Santuario della Madonna di Crea torna ad essere affidato a una comunità religiosa, quella dei Missionari Monfortani, fondati da San Luigi Maria Grignion de Montfort, che vivono un carisma profondamente mariano e missionario. Il Santuario dal 1992 è gestito direttamente dalla Diocesi di Casale, dopo che se ne erano occupati per 170 anni (dal 1820) i frati minori francescani. Ora è in arrivo un’altra famiglia religiosa, appunto quella dei Monfortani. L’insediamento è previsto a ottobre.
“La loro spiritualità – commenta il vescovo mons. Gianni Sacchi – è interamente orientata a condurre i fedeli a Gesù Cristo attraverso Maria, aiutando il popolo di Dio a riscoprire la bellezza della fede, la forza della preghiera e la gioia del Vangelo. La loro presenza offrirà al Santuario una comunità stabile, animata dalla vita fraterna, dalla preghiera comune e da una consolidata esperienza pastorale nel servizio ai santuari e nella diffusione della spiritualità mariana”.
Il Vescovo ha annunciato il cambio di gestione del Santuario, l’11 giugno, all’assemblea del clero diocesano, dopo essersi consultato con il rettore del Santuario, mons. Francesco Mancinelli. Poi ha diffuso un messaggio alla Diocesi per spiegare i motivi della sua decisione.
“Il Santuario di Crea – scrive – occupa un posto unico nella storia e nel cuore del nostro popolo. Da quasi mille anni esso è meta di pellegrinaggi, luogo di preghiera, segno della presenza materna di Maria e punto di riferimento per generazioni di credenti”.
Mons. Sacchi osserva che “soltanto negli ultimi tre decenni la cura pastorale è stata affidata direttamente alla Diocesi dopo che gli anziani frati minori hanno lasciato il Santuario negli anni Novanta del secolo scorso. Desidero anzitutto esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che, in questi anni, hanno servito il Santuario con generosità e dedizione: i rettori Mons. Carlo Grattarola e mons. Francesco Mancinelli, i sacerdoti, i religiosi, i collaboratori, i volontari e i fedeli che hanno custodito questo luogo santo e ne hanno mantenuto viva la missione. Oggi, però, siamo chiamati a guardare avanti”.
“Proprio perché crediamo nelle straordinarie potenzialità di questo luogo – aggiunge -, abbiamo cercato una soluzione che ne favorisse un autentico rilancio spirituale e pastorale. Dopo un lungo tempo di discernimento e di preghiera, sono lieto di annunciare che i Missionari Monfortani hanno accolto il nostro invito a costituire una comunità religiosa stabile presso il Santuario di Crea”.
Il Vescovo osserva che “l’arrivo dei Missionari Monfortani non rappresenta semplicemente un cambiamento organizzativo. Esso segna l’inizio di una nuova stagione nella storia millenaria di Crea. Non si tratta di sostituire la Diocesi, ma di arricchirla. Non si tratta di rinunciare a una responsabilità, ma di esercitarla con lungimiranza. Non si tratta di guardare a ciò che non possiamo più fare da soli, ma di aprirci con fiducia a ciò che lo Spirito Santo rende possibile attraverso i diversi carismi presenti nella Chiesa”.
Questo il messaggio del Vescovo alla Diocesi
Carissimi fratelli e sorelle,
con gioia desidero condividere con tutta la nostra Chiesa diocesana un annuncio che considero di grande importanza per il futuro del Santuario della Madonna di Crea e per il cammino spirituale della nostra Diocesi.
Il Santuario di Crea occupa un posto unico nella storia e nel cuore del nostro popolo.
Da quasi mille anni esso è meta di pellegrinaggi, luogo di preghiera, segno della presenza materna di Maria e punto di riferimento per generazioni di credenti.
Innumerevoli uomini e donne vi hanno trovato conforto, luce nelle prove della vita, sostegno nella fede e rinnovato slancio nel seguire il Signore.
Se guardiamo alla sua lunga storia, scopriamo un elemento significativo.
Per secoli il Santuario è stato custodito e animato spiritualmente da comunità religiose che si sono susseguite e che hanno dedicato la loro vita alla preghiera, all’accoglienza dei pellegrini e all’evangelizzazione.
Soltanto negli ultimi tre decenni la cura pastorale è stata affidata direttamente alla Diocesi dopo che gli anziani frati minori hanno lasciato il Santuario negli anni Novanta del secolo scorso.
Desidero anzitutto esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che, in questi anni, hanno servito il Santuario con generosità e dedizione: i rettori Mons. Carlo Grattarola e Mons. Francesco Mancinelli, i sacerdoti, i religiosi, i collaboratori, i volontari e i fedeli che hanno custodito questo luogo santo e ne hanno mantenuto viva la missione.
Oggi, però, siamo chiamati a guardare avanti.
Viviamo un tempo che presenta nuove sfide alla Chiesa ma che, allo stesso tempo, apre nuove opportunità per l’annuncio del Vangelo.
Molte persone, spesso lontane dalla vita ecclesiale, sono alla ricerca di luoghi capaci di offrire silenzio, ascolto, accompagnamento spirituale, riconciliazione e speranza.
Cresce il bisogno di punti di riferimento che aiutino a riscoprire la presenza di Dio nella propria vita.
Per questo motivo sono sempre più convinto che il Santuario di Crea sia chiamato a esprimere pienamente la sua vocazione di grande centro spirituale mariano per il nostro territorio e oltre i confini della Diocesi.
Non soltanto una meta di pellegrinaggio, ma una presenza viva e feconda, capace di parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo.
Perché questo possa avvenire, non bastano iniziative sporadiche o presenze occasionali.
Un santuario vive della continuità della preghiera, dell’accoglienza, dell’accompagnamento spirituale e della testimonianza quotidiana di una comunità che ne custodisca l’identità e ne alimenti la missione.
Occorre una presenza stabile, numericamente adeguata, spiritualmente motivata e pastoralmente preparata. Occorre una comunità capace di rendere il Santuario vivo ogni giorno dell’anno, facendone una scuola di preghiera, un centro di formazione biblica e teologica, una casa di riconciliazione, una scuola di spiritualità mariana e un punto di riferimento per tutte le nostre parrocchie, associazioni e realtà ecclesiali.
Sappiamo bene che le forze del nostro presbiterio sono oggi sempre più impegnate nel servizio delle comunità parrocchiali.
I nostri sacerdoti svolgono con generosità un ministero prezioso, spesso chiamati a seguire più comunità e a rispondere a esigenze pastorali sempre più complesse.
A ciascuno di loro desidero esprimere la mia riconoscenza e quella dell’intera diocesi.
Proprio questa realtà ci ha portato a riflettere con responsabilità sul futuro del Santuario. Dobbiamo riconoscere che difficilmente, nei prossimi anni, potremmo garantire con le sole forze della diocesi una presenza comunitaria stabile, numerosa e specificamente dedicata alla missione spirituale che Crea è chiamata a svolgere.
Questa consapevolezza non nasce da una logica di rinuncia, ma da una scelta di amore verso il Santuario e di fiducia nel suo futuro.
Proprio perché crediamo nelle straordinarie potenzialità di questo luogo, abbiamo cercato una soluzione che ne favorisse un autentico rilancio spirituale e pastorale.
Dopo un lungo tempo di discernimento e di preghiera, sono lieto di annunciare che i Missionari Monfortani hanno accolto il nostro invito a costituire una comunità religiosa stabile presso il Santuario di Crea.
Accogliamo questa disponibilità come un autentico dono della Provvidenza.
I Missionari Monfortani, fondati da San Luigi Maria Grignion de Montfort, vivono un carisma profondamente mariano e missionario.
La loro spiritualità è interamente orientata a condurre i fedeli a Gesù Cristo attraverso Maria, aiutando il popolo di Dio a riscoprire la bellezza della fede, la forza della preghiera e la gioia del Vangelo.
La loro presenza offrirà al Santuario una comunità stabile, animata dalla vita fraterna, dalla preghiera comune e da una consolidata esperienza pastorale nel servizio ai santuari e nella diffusione della spiritualità mariana.
I religiosi presenti esprimeranno la ricchezza del loro carisma attraverso la testimonianza della vita comunitaria, la fedeltà alla spiritualità missionaria e mariana di san Luigi Maria di Montfort e l’animazione pastorale del Santuario.
In accordo con il Rettore e sotto la guida del Vescovo, essi avranno la responsabilità della vita spirituale e pastorale del Santuario, mentre un apposito consiglio Affari Economici continuerà a custodirne la responsabilità amministrativa ed economica.
L’arrivo dei Missionari Monfortani non rappresenta semplicemente un cambiamento organizzativo.
Esso segna l’inizio di una nuova stagione nella storia millenaria di Crea.
Non si tratta di sostituire la Diocesi, ma di arricchirla.
Non si tratta di rinunciare a una responsabilità, ma di esercitarla con lungimiranza.
Non si tratta di guardare a ciò che non possiamo più fare da soli, ma di aprirci con fiducia a ciò che lo Spirito Santo rende possibile attraverso i diversi carismi presenti nella Chiesa.
Sono convinto che questa scelta permetterà al Santuario di sviluppare sempre più la sua missione e di diventare una casa spirituale ancora più accogliente per tutti: per i pellegrini, per i giovani, per le famiglie, per le persone in ricerca, per quanti desiderano approfondire la propria fede o ritrovare il senso della propria vita.
Affidiamo questo nuovo cammino alla Vergine Santissima di Crea, che da secoli veglia sul nostro territorio e accompagna il cammino della nostra Chiesa.
Invito tutte le comunità parrocchiali, i consacrati e i fedeli ad accompagnare con la preghiera questo nuovo inizio e ad accogliere con affetto i Missionari Monfortani che in autunno entreranno a far parte della nostra famiglia diocesana.
La Madonna di Crea continui a guidarci verso il suo Figlio e renda il nostro Santuario sempre più una sorgente di fede, di speranza e di carità per le generazioni presenti e future.
Con affetto e ogni benedizione.
Casale Monferrato, 11 giugno 2026
+ Gianni Sacchi
Vescovo di Casale Monferrato
