Attualità, Casale Monferrato

Per i pullman STAT nuovi purificatori d’aria capaci di eliminare il 99% del virus

Una scelta che conferma il bus come uno strumento sicuro in base a molte ricerche scientifiche. 

Gli autobus del Gruppo Stat stanno venendo equipaggiati con un nuovo modello di purificatore d’aria che dimostra un’efficienza nell’eliminazione di SARS-CoV-2 superiore al 99,7%. La certificazione di questa performance arriva addirittura dai test effettuati dall’Area di difesa biologica del Dipartimento dei sistemi di difesa (NBC) dell’Istituto nazionale di tecnica aerospaziale (INTA), un ente dipendente dal Ministero della Difesa del governo spagnolo.

Il nuovo sistema si chiama Hispacold Eco3 ed è prodotto da Irizar, un nome molto legato a quello del Gruppo Stat che ha scelto questo marchio per i vettori più moderni della sua flotta sia nel trasporto turistico che nel TPL. Una scelta dettata anche dalle dotazioni di sicurezza estremamente innovative presenti sui mezzi e non fanno eccezioni quelle messe in campo nella lotta alla pandemia. 

Il nuovo sistema di purificazione è stato testato a ottobre 2020, presso il Campus La Marañosa, centro tecnologico di INTA. Il purificatore d’aria Hispacold è stato sottoposto a test molto impegnativi effettuati su un pullman Irizar i6 di 15 metri di lunghezza per valutare la diminuzione della carica virale all’interno dell’abitacolo. Dato che sarebbe stato pericoloso per i lavoratori utilizzare per il test il vero SARTS-Cov-2, le prove sono stati effettuate con un virus analogo ma innocuo: il MS2, dieci volte più resistente di quello che ha scatenato la pandemia mondiale. Al termine del test la carica virale era del 99,7% in meno. 

Il vantaggio non è soltanto legato all’efficienza – spiega Antonio Bornacci AD di Irizar Italia – ma anche alla praticità: l’apparato ha un costo contenuto ed è installabile anche su mezzi di marchi diversi da Irizar con un lavoro di appena 15 20 minuti di officina”.

Il sistema, posizionato nel ritorno dell’impianto di climatizzazione, funziona emettendo nell’aria dell’abitacolo un flusso di ioni, generando così un ambiente fortemente ostile al virus, ma anche microrganismi, batteri, germi, allergeni e particelle di polvere. Inoltre, durante il processo l’ozono viene prodotto in una concentrazione molto bassa (<0,05 ppm), innocuo per i passeggeri, ciò consente l’eliminazione dei cattivi odori e l’aumento della concentrazione di ossigeno nell’abitacolo, riducendo così la sensazione di stanchezza ai passeggeri e al conducente.

Attualmente sono già due i pullman dei brand Stat che adottano questo sistema di purificazione, ma entro l’estate verrà installato su diversi mezzi per consentire di aumentare già l’elevatissimo livello di sicurezza in previsione della ripresa delle autolinee per mare e montagna e dei tour del Catalogo Stat, i Viaggi Guidati in prossima uscita. 

Gli studi francesi e italiani. 

Il dispositivo Irizar rende ancora più consigliabile un mezzo considerato tra i più sicuri per gli spostamenti al tempo del Covid 19. Lo hanno ribadito studi scientifici a livello nazionale ed internazionale. Lo stesso Giuseppe Vinella, il presidente dell’Anav, l’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori, ha messo in evidenza i dati. “In questi mesi sono state molte le azioni finalizzate alla riduzione del rischio da contagio: pulizia e disinfezione giornaliera dei mezzi, mascherina obbligatoria, incremento dell’aerazione dell’aria e ricambio completo all’interno del veicolo sotto i 3 minuti, riduzione del numero dei passeggeri trasportabili al 50%. Tutto questo ha reso l’interno del veicolo un luogo sicuro dal contagio, sia per i passeggeri che per i conducenti, come dimostrato da numerosi studi ed indagini”.  Il riferimento, in particolare, è al rapporto settimanale prodotto “dall’autorità di Pubblica Sanità francese, da cui si evince che solo l’1% dei cluster (focolai con almeno tre persone) è da attribuire ai trasporti (nella loro generalità). Lo studio dell’Università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara invece ha prelevato per due settimane campioni dall’aria e dalle superfici maggiormente a contatto con i passeggeri su un autobus regolarmente in circolazione, non rilevando il virus in nessuno degli oltre 100 campioni analizzati.

Infine arrivano anche i dati dei NAS compiuti sui mezzi di trasporto: su 756 tamponi di superficie eseguiti sugli autobus 724 di questi (il 96%) si sono rilevati privi di ogni traccia del virus. I 32 casi (il 4%) riscontrati di presenza di materiale genetico del virus sulle superfici dei mezzi non sono comunque indicativi di un’effettiva vitalità dello stesso, come rileva una  nota stampa del Comando dei Carabinieri.

Forte di questi dati Stat guarda con ottimismo la ripresa dell’attività prevista per i prossimi mesi quando questi sistemi uniti ad una probabile diminuzione della diffusione del virus dovuta alle vaccinazioni renderanno possibile la ripresa sia del TPL che del trasporto turistico.

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