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Ecco chi sono i vincitori del Premio ” Eternot 2019 “

Nel comunicare i nomi dei vincitori dell’edizione 2019 del Premio Eternot la commissione selezionatrice desidera ringraziare tutti i candidati di quest’anno. Tutti i profili sono stati studiati con impegno e, proprio a causa dell’alto profilo che ogni candidato ha espresso, l’individuazione di coloro che si sono maggiormente distinti nella lotta all’amianto è stata particolarmente ardua. 
Il giorno 28 Aprile infatti è previsto un appuntamento conoscitivo, con visita al Parco Eternot, alle ore 19. Qui saranno accolti ufficialmente i premiati di questa e delle passate edizioni. Un momento informale per conoscersi e “avviare il contagio positivo” della lotta all’amianto. Le celebrazioni istituzionali avranno luogo il giorno 29 Aprile, a partire dalle ore 9 e per tutto l’arco della mattinata al Teatro Municipale di Casale Monferrato. In questa sede i premiati avranno la possibilità di divulgare il loro impegno, le attività che svolgono nei loro territori, e la propria rete di collaboratori. Di anno in anno infatti ci si è accorti di come questo premio rappresenti un momento di crescita e si è deciso di dare maggiore protagonismo alle pratiche.
I vincitori del Premio Eternot 2019 sono stati individuati dopo un confronto molto serio e approfondito, e così come era già successo nell’edizione precedente sono stati individuati 9 premiati.  Eccoli in ordine alfabetico:

1_Andrea Caselli
2_Riccardo Coppo
3_Franca Durando
4_Cinzia Manzoni
5_Il Comune di Monfalcone
6_Franco Pistono
7_Bruno Pesce
8_Cosimo Semeraro
9_Ruggero Vigliaturo

Di seguito alcuni estratti dalle candidature e autocandidature.

1_Andrea Caselli.
Presidente di Afeva Emilia Romagna, si è distinto per l’impegno profuso nella lotta all’amianto e alla diffusione e promozione di iniziative per la sensibilizzazione di tutta la popolazione al problema. Tra le numerosissime attività, ne cito soltanto alcune per esemplificare meglio la dedizione mostrata nella diffusione delle informazioni alla cittadinanza e agli studenti: promozione di numerose assemblee pubbliche in diverse città dell’Emilia Romagna, incontri e convegni con studenti delle scuole superiori (in particolare, a Ravenna, nel 2018 e nel gennaio 2019 con “il tema amianto va a scuola”), attività di sensibilizzazione sul problema della sorveglianza sanitaria degli ex esposti, incontri e scambi di buone pratiche con altre realtà nazionali, come Casale Monferrato. Di recente, infatti, siamo intervenuti su suo invito a Bologna per illustrare la nostra esperienza di successo, unicum in Italia, di gestione totalmente pubblica di un a discarica amianto monouso e “a km zero”.

2_Riccardo Coppo
Il suo nome è legato soprattutto all’ordinanza nel 1987, quando, forzando la legge, emanò
un’ordinanza con la quale vietava, all’interno del Comune di Casale, la lavorazione, la
commercializzazione e l’utilizzo di qualsiasi manufatto che contenesse l’amianto. Fu il primo, e unico, Comune d’Italia, cinque anni prima che venisse approvata la legge nazionale che metteva al bando la fibra. Da tempo Riccardo Coppo si era reso conto della drammaticità del problema. Il 24 settembre 1985 aveva scritto una lettera, rimasta per sempre senza risposta, a Schimdheiny, in cui chiedeva di incontrarlo per chiedergli conto di quanto accadeva a Casale: “Le scrivo per esprimerle la più viva preoccupazione per la sorte dell’industria Eternit di Casale. Il più grave motivo di preoccupazione per me rimane quello della lavorazione dell’amianto per le sue conseguenze sulla salute dei lavoratori e della popolazione tutta. A parte il problema ormai noto da decenni dell’asbestosi, indagini recenti evidenziano che la percentuale di incidenza di tumori polmonari, e soprattutto di mesotelioma pleurici, sulla popolazione casalese è enormemente superiore alla media nazionale”.

3_Bruno Pesce
Oltre ad aver accompagnato la lotta sindacale, la nascita dell’Afeva, le fasi del processo, le relative sentenze, l’elaborazione del lutto della sentenza di cassazione e ora la costituzione di una nuova fase legale, Bruno è stato un riferimento umano, un interlocutore attento, un sostengo reale per tutti coloro che sono stati colpiti dall’amianto, per le vittime, per i familiari, per la città tutta. Il suo impegno, che oserei dire sacro, verso le persone, verso i bisognosi di strumenti e di conforto, non è stato circoscritto al Monferrato ma lo ha portato a tessere relazioni personali in tutta Italia, in Europe e nel Mondo. Si è prodigato nella diffusione delle informazioni e delle nuove scoperte sia un campo mediale che legale con perseveranza e caparbietà sempre con lo spirito di condivisione, di conforto per le persone, di quotidiano servizio verso la battaglia per un mondo libero dall’amianto. Le parole Ricerca, Bonifica, Giustizia che sono slogan della battaglia condotta da Afeva si personificano il lui. Certo, non ha fatto tutto da solo e lui per primo riconosce negli altri, nella collettività, la vera forza di questa battaglia. … Non di meno la modalità con cui si è approcciato agli altri è stata sempre quella dell’empatia, della condivisione di sentimenti ed emozioni.  Bruno Pesce è un simbolo della lotta all’amianto nel mondo, la sua voce è stata il vettore di molti, per questo a mio parere è doveroso che il premio simbolo della lotta all’amianto vada a lui.

4_Franca Durando  
Pur non avendo mai avuto in famiglia lutti causati dall’amianto, si è sempre spesa nell’Associazione dei Famigliari e delle Vittime dell’amianto per il suo forte senso civico, la sua grande umanità e capacità di condivisione. Ha quindi collaborato con AFeVA in varie iniziative. È stata una delle docenti più attive nel coinvolgere gli studenti nella partecipazione al processo Eternit a Torino, favorendo la loro presenza alle diverse udienze. In particolare come docente ha sempre partecipato al “Concorso Cavalli – La salute e l’ambiente” con le classi dove insegnava proponendo lavori seri dal punto di vista scientifico, ma anche creativi e coinvolgenti. Dopo il pensionamento è entrata in modo più attivo e diretto nell’AFeVA, coordinando per molti anni l’organizzazione del Concorso Cavalli in modo efficiente, grazie alle sue doti di organizzatrice precisa e razionale. Franca è un esempio per tutti noi e premiarla oggi, significa rendere ancora più forte il suo ricordo e sottolineare la sua esortazione a essere cittadini attivi e propositivi.

5_MEMORIALE VITTIME DELL’AMIANTO del Comune di Monfalcone
L’azione dell’Amministrazione comunale si sviluppa su diversi livelli, in quello della prevenzione e della rimozione dei residui di amianto, in quello socio-sanitario, in quello della ricerca e del sostegno alle famiglie dei colpiti, nonchè nelle attività di sensibilizzazione e informazione delle relative conseguenze. In quest’ambito si colloca la realizzazione all’interno del Museo della Cantieristica di un’apposita sala dedicata, il Memoriale Vittime dell’Amianto, che possa fungere da luogo di conoscenza delle vicende dell’amianto e nello stesso tempo di luogo di omaggio per le vittime e per tutti coloro che sono colpiti dalle conseguenze dell’impiego di questo terribile materiale.
La collocazione di questa sala all’interno del Museo della Cantieristica ha un grande valore simbolico perchè tale museo racconta la storia del cantiere e della Città attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni, e un esempio unico a livello italiano specificamente dedicato alla cantieristica e al suo impatto sul territorio ed uno degli impatti più tragici che il cantiere ha avuto è stato proprio quello delta tragedia dell’amianto. II Memoriale, oltre che ruolo di riflessione e memoria dedicato soprattutto alle future generazioni, e anche un ruolo di conoscenza perchè attraverso fotografie, testi ed oggetti simbolici ripercorre la storia di questa grande ferita del territorio monfalconese.
Questa opera non aiuterà a rimarginare questa ferita, che coinvolge quasi ogni famiglia di Monfalcone e del territorio circostante, ma rappresenta un monito importante, uno sprone a continuare nell’impegno per garantire un’adeguata assistenza sanitaria ai malati, per investire e promuovere la ricerca, per sostenere le bonifiche ed educate sui rischi dell’amianto.

6_Cosimo Semeraro.
Lo sottoscritto Cosimo Semeraro, già operaio dell’Italsider di Taranto e poi dell’Ilva di Taranto dal 1971 al 2000, siderurgico prima statale e poi privato, ho scoperto di essere ammalato di asbestosi (amianto) anticamera di mesotelioma nel 1999.Da quel momento ho iniziato la mia lotta contro la malattia e quella per avere giustizia, lotte che tuttora continuano con grandi sacrifici economici familiari. Nel 2007, dopo la morte di due giovani operai Ilva di Taranto, io insieme ad alcuni familiari delle vittime sul lavoro, abbiamo costituito un’associazione denominata 12 giugno, data della scomparsa nel 2003 di quelle giovani vite. Io sto combattendo da molti anni contro i poteri pubblici e privati non solo per quello che ho subito in prima persona ma anche per gli altri operai. All’interno del siderurgico c’è massiccia presenza di amianto tuttora ed io con la mia dura esperienza sto portando avanti alcune proposte che tutelino le vittime ed i loro familiari.
Un obiettivo importante è quello di chiedere allo Stato la piena attuazione della legge sull’amianto in quanto per deficit finanziario non si stanno applicando tutte le disposizioni idonee a tutelare i cittadini e i lavoratori. Infatti gli operai deceduti (centinaia) nei processi penali vengono accusati addirittura di non essersi tutelati sul posto di lavoro ma la direzione del siderurgico non ha mai informato del pericolo questi lavoratori. Io ho potuto testimoniare da vivo quello che è realmente accaduto sul posto di lavoro e questo ha portato alla condanna pesante dei responsabili dell’azienda, attualmente all’esame della Cassazione. Molti hanno seguito il mio iter giudiziario e stanno lottando per il riconoscimento dei loro diritti. Per non dimenticare le vittime del lavoro, dovere e volontariato, su mia proposta e progettazione, sono stati realizzati 10 monumenti uguali in dieci città differenti della provincia di Taranto, Bari e Brindisi. I Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella mi hanno onorato di 4 medaglie per il mio impegno profuso per la Giornata della Memoria delle vittime nel 2013, 2014, 2015 e 2016. 

7_Cinzia Manzoni
Presidente associazione Onlus Gruppo Aiuto Mesotelioma Lecco www.gruppoaiutomesotelioma.org 
Dal 2013 ho fondato il Gruppo Aiuto Mesotelioma a Lecco e da luglio 2015 è associazione onlus.
Dal 2016 tutti i mercoledi dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16 gestiamo come volontari uno SPORTELLO AMIANTO nel Comune di Lecco per sensibilizzare e informare . Le numerose attività che abbiamo svolto hanno coinvolto Lecco e provincia. A Erba il convegno : ‘’Amianto siamo consapevoli dei rischi ? Giustizia o Ingiustizia per le vittime . ‘’ con la partecipazione del Dott. Raffaele Guariniello , con la presenza di 50 avvocati ( dando loro crediti formativi ) e 250 persone. Abbiamo promosso 17 visioni del film ‘ Un posto sicuro ‘sia nelle scuole superiori che in varie città rivolto ai cittadini con una platea totale di circa 2000 persone. Gli studenti di vari istituti lecchesi hanno partecipato a molti convegni e in nostro impegno di divulgazione è quotidiano…
Tutto questo non sarebbe mai potuto accadere se non fosse stato per mio caro papà Angelo, grande guerriero che con forza e determinazione ha lottato per i suoi diritti fino all’ultimo respiro .

8_Franco Pistono
E’ una persona che crede profondamente nei giovani, nel futuro, e che lavora su molti fronti per promuovere il rispetto dell’ambiente con particolare attenzione alle problematiche sociali, come appunto l’inquinamento d’amianto. Laureato in lettere moderne, con un master in comunicazione pubblica e un diploma di pianoforte che caratterizzano la sua formazione,a livello occupazionale Franco Pistono è un funzionario di Arpa, ma è anche un poeta-musicista oltre che giornalista pubblicista, con all’attivo varie collaborazioni con testate e siti di scrittura professionale e autore di pubblicazioni di poesia e saggistica che hanno come cuore pulsante l’amore per l’ambiente, per le persone, per la vita. Unendo questi aspetti della sua carriera professionale Franco ha generato molti progetti musicali rivolti ai giovanissimi investendo le sue energie nell’educazione dei cittadini di domani. Musica d’Ambiente è un’iniziativa musicale dedicata all’educazione ambientale nelle scuole elementari e medie. Franco infatti conduce lezioni su come ognuno può contribuire al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale, al contrasto dell’inquinamento attraverso innovative connessioni tra elementi di diversa natura (musica, parola, arti figurative, concetti tecnici) che generano una canzone molto orecchiabile per aiutare, attraverso la sua memorizzazione, a sensibilizzare le persone e a ricordare le pratiche virtuose. Attualmente sta lavorando, anche come dipendente di ARPA Piemonte, al concorso Un video per la Climate song, promosso e sostenuto a livello nazionale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). L’impegno di Franco Pistono, non solo rappresenta per tutti la possibilità di fare il proprio lavoro interpretandolo, facendolo crescere, con spirito di servizio verso il prossimo e verso il futuro tracciando una pratica innovativa soprattutto perchè multidisciplinare inedita ma anche e soprattutto perchè rimette ad ognuno la propria responsabilità personale ma anche gli strumenti per agire in maniera propositiva e costruttiva nella strada verso il futuro.

9_Ruggero Vigliaturo
La sua attività di ricercatore, prima presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo di Torino, poi presso l’Università Kwazulu-Natal di Durban (South Africa) , presso la Facoltà di Chimica dell’Università di Lubiana ed attualmente presso il Department of Earth and
Environmental Science University of Pennsylvania di Philadelphia (USA), è volta allo studio,
mediante microscopia elettronica, delle fibre minerali, in particolare quelle di amianto, al fine di scoprirne le caratteristiche fisico – chimiche e la loro interazione biologica dopo inalazione.
L’obiettivo è porre le basi per la comprensione delle dinamiche biochimiche di insorgenza delle patologie amianto correlate quali mesotelioma e cancro polmonare, nella speranza di trovare indicazioni utili per cure appropriate. È stato vincitore della selezione italiana ‘Falling Walls Lab 2015’, competizione nazionale aperta a giovani ricercatori, finalizzata ad individuare nuove tendenze, opportunità e soluzioni per le sfide globali – non solo in ambito scientifico, evento che lo stesso dr. Vigliaturo ha contribuito ad organizzare, nell’edizione del 2017, presso l’Istituto ‘Sobrero’ di Casale. Va segnalato il costante ed attivo impegno nel settore della tutela dell’ambiente, prima come membro di Legambiente di Trino e poi come promotore dell’Associazione Giovani & Amianto. Nel 2015 ha fondato l’associazione ERA (Environmental Reborn Association), di cui è presidente, con sede presso l’Istituto Superiore Sobrero.
Nel corso degli anni, si è distinto per il suo impegno nella divulgazione scientifica rispetto a temi di mineralogia ambientale e medica, con particolare attenzione alle tematiche amianto correlate.

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