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Ritrovarsi ancora all’Autodromo di Morano Po

Anche quest’anno è stata organizzata a Morano sul Po una giornata dedicata all’autodromo: una passione che anche grazie alla disponibilità e all’organizzazione di Enzo Gibbin  e Mario Martinotti, rispettivamente creatore e amministratore della pagina Facebook – AUTODROMO DI MORANO PO chi ci corse e lo frequentava -, che attraverso i social mantengono viva la memoria di questo luogo. Domenica 24 febbraio a Morano Po si sono ritrovati piloti in attività, vecchie glorie motoristiche, speaker, appassionati e sostenitori di questo importante pezzo di storia del nostro territorio.  Alcuni di loro li abbiamo intervistati e ci siamo fatti raccontare che cosa rappresentava in quel periodo l’autodromo di Morano Po. La visita all’autodromo si è potuta realizzare grazie all’interessamento di Luca Ferrari, sindaco di Morano sul Po, e alla proprietà del terreno per le concessioni di accesso all’impianto. A conclusione della giornata il pranzo in un ristorante del Monferrato che, con brindisi e portate varie, ha favorito il ricordo dei tempi passati

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La pista è stata inaugurata il 19 marzo del 1973 con il battesimo di Arturo Merzario alla guida di una Ferrari 312 B2 : nello stesso giorno si disputarono diverse gare di F.3 italiana, Formula Ford, Italia e Challenge Kleber Ford Escort Mexico.
Il circuito è lungo 2460 metri, largo 11 metri con 8 curve, di cui 6 a destra.
Tra le attività del circuito ricordiamo varie competizioni del Campionato Italiano di F.3., tre edizioni del Giro d’Italia Automobilistico e numerose competizioni dei campionati svizzeri.
Nel 1974 il circuito, al culmine dell’ attività, ospitò 17 competizioni che coinvolsero 2151 piloti e la presenza di circa 100mila spettatori.
Tra i tanti piloti che gareggiarono nelle varie categorie ricordiamo Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla, Riccardo Patrese, Jan-Claude Andruet, Carlo Facetti, Giorgio Pianta, Sandro Munari, Alberto Colombo, Piercarlo Ghinzani, Gianpiero Moretti, ecc.
I problemi derivati dalle proteste per il rumore portarono alla graduale riduzione dell’attività dell’impianto fino alla chiusura totale nel 1977.

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