Ambiente, Video

Il Geopercorso di Rosignano Monferrato – “I Mari Tropicali della Pietra da Cantoni … e dintorni”

Il Geopercorso del Comune di Rosignano Monferrato è il primo di quattro percorsi finanziati dall’Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantoni, comprendenti anche Cella Monte, Frassinello Monferrato e San Giorgio Monferrato. Pensato dal geologo Alfredo Frixa per un turismo lento (percorsi in bicicletta o camminate), comprende 16 tappe, corredate da geopannelli. 

Guarda il video

Le prime 11 tappe rosignanesi sono relative ai diversi aspetti e geodiversità del mare tropicale miocenico della Pietra da Cantoni (circa 20-15 Milioni di anni fa). 
In frazione Colma e nelle cave di Uviglie sono visibili le zone costiere a noduli di alghe rosse (rodoliti), ricoperte dai sedimenti calcareo-marnosi di mare profondo. Questi ultimi furono inizialmente cavati in galleria per ricavarne cantoni e successivamente sbancati dall’industria del cemento.
I geopannelli del Capoluogo riguardano l’ambiente lagunare (più antico) con tracce fossili, le sabbie (ora arenarie) calcaree fossilifere di spiaggia più o meno profonda (derivate dalla distruzione delle zone costiere per l’azione del mare miocenico), i cantoni di Casa Re e della Chiesa di Sant’Antonio e gli infernot del Municipio e della Battaglia. 

Le frazioni rosignanesi di San Martino, Berroni e Stevani sono situate, invece, sui depositi pliocenici di mare profondo delle “Argille Azzurre”, in gran parte ricoperti da coltivazioni. Grazie alla collaborazione con la Prof. Donata Violanti, nota micropaleontologa, è stato possibile estendere, per la prima volta in Monferrato, la datazione di questi terreni del Pliocene inferiore, anche al Pliocene superiore (circa 3 Milioni di anni fa).

Due tappe sono infine dedicate alla Valle Ghenza. La prima riguarda le marne di mare profondo della Formazione di Antognola (Oligocene-Miocene: 27-20.5 Milioni di anni fa circa), che stanno alla base della Pietra da Cantoni e sono ricche di coltivazioni e vigneti. L’ultima tappa è posta sulle alluvioni quaternarie (11700 anni fa- recente) del rio Ponara, che si snoda tra i boschi e campi coltivati, lungo il Percorso dei Trifulau e del tartufo bianco pregiato della Valle Ghenza.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Iscriviti alla Newsletter

Seguici su Facebook