Cultura

Il lavoro stagionale nel comparto turistico: cosa c’è dietro le quinte nel libro autobiografico di Giulia Antonia Cordasco

Uno dei settori che, come tanti altri, è stato fortemente colpito dalla pandemia è quello turistico – culturale. Soprattutto quest’estate abbiamo assistito a numerosi servizi televisivi e interviste di proprietari e gestori di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, ristoranti, bar e stabilimenti balneari che spesso hanno ricondotto ai giovani la colpa di tutte le problematiche e la mancanza di personale del comparto. È un tema di cui non si parla spesso, ma che è reale e da non sottovalutare: le stime dicono che le irregolarità presenti nel mondo turistico interessano più del 70% dei contratti.

“Diario di un lavoratore stagionale – tratto da un disagio vero” un libro autobiografico che racconta i retroscena di una struttura durante un’intera stagione, nasce in seguito all’ultima esperienza lavorativa dell’autrice prima dello scoppio del Covid-19, nell’estate del 2019, periodo in cui ha lavorato come vice direttrice in un grande stabilimento balneare della nostra penisola. Giulia A. Cordasco descrive, in un diario quasi quotidiano, la sua esperienza, iniziando dalla primavera, quando trova un annuncio di lavoro di un’azienda che stava cercando un’addetta alle Pubbliche Relazioni fino alla fine dell’estate e la conclusione del contratto di lavoro. Dalle altissime aspettative createsi durante la fase conoscitiva, in un paio di settimane si è resa conto che l’ambiente lavorativo non era per niente come descritto dal direttore e dal proprietario durante il colloquio.

Ha deciso di mettere nero su bianco la sua esperienza raccontando gli eventi, gli incidenti ma soprattutto la quasi scellerata gestione del lavoro e delle risorse umane da parte dei suoi superiori che, spesso circondati da giovani senza (o quasi) esperienza, agivano indisturbati, dando ordini sempre diversi, pretendendo orari di lavoro che andavano ben oltre a quelli contrattualizzati e cambiando mansione a molti dipendenti quasi quotidianamente. Quante volte quest’estate abbiamo sentito dire che “i giovani non hanno voglia di lavorare?” oppure che “non conoscono i sacrifici?”. L’autrice si è trovata in una situazione in cui i problemi non erano creati dai colleghi, o meglio non direttamente, ma da chi aveva l’autorità per gestire il lavoro e decidere le mansioni dei vari componenti dello staff, cui disorganizzazione aveva portato alla creazione di un ambiente lavorativo difficile, fatto di dispetti e incomprensioni continue.

“Arrivare a fine stagione senza firmare le dimissioni come hanno fatto molti dei miei colleghi è stato davvero difficile” racconta Giulia, “mi avevano proposto il ruolo di vice direttrice dopo aver visionato il mio curriculum, il proprietario mi aveva assunta proprio per aiutare il direttore a organizzare il suo lavoro e quello dei dipendenti, doveva essere il lavoro più bello della mia vita invece arrivavo a casa in lacrime un giorno sì e uno no. Vorrei che venisse data più importanza ai valori umani nel luogo di lavoro, perché il vostro dipendente valorizzato, sereno e accolto col sorriso è esattamente così che accoglierà gli ospiti della vostra struttura.”

“Diario di un lavoratore stagionale – tratto da un disagio vero” è edito da Dialoghi Edizioni e sarà ordinabile in tutte le librerie d’Italia e disponibile sulle piattaforme online a partire da venerdì 19 novembre“La mia speranza?” conclude l’autrice, “è che i giovani abbiano l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro per imparare il più possibile, per poter dire la propria e per crescere. Potremmo davvero fare la differenza.”

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