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La Panchina della Tenerezza a Treville

La Panchina della Tenerezza nasce da un’idea maturata nei lunghi mesi invernali di pandemia dalla collaborazione della Biblioteca Comunale G.Spina di Treville e il Comune di Treville per dar voce al bisogno appena sopito di affetto, di incontro, di tenerezza, quella specie straordinaria di amore che vuole proteggere, avere cura, difendere un sentimento messo così duramente a prova da tanto distanziamento.
Nessuno ora può dire quando tornerà il tempo di condividere abbracci, confidenze, baci, ma qui a Treville se ne sta preparando il luogo ideale, complice la bellezza di un panorama davvero unico che si gode dal sagrato della Chiesa Parrocchiale Sant’Ambrogio di Treville dove è stata posizionata la Panchina.

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La Panchina della Tenerezza è stata dipinta dalla pittrice monferrina Noemi Zani: gli innamorati vi sono raffigurati come sospesi in un cielo azzurro ricco di chiare nuvole sognanti e, insieme, si prendono cura di una pianticella, attenti a farlo con garbo, leggerezza, serenità.
La metafora è evidente e, per rafforzarla, sul retro della panchina i versi del poeta Franco Arminio: “Che sia un amore/dolce e lieve,/un amore che può stare/su una ragnatela/senza paura di cadere”.
La scelta di rappresentare il sentimento (amore, ma anche amicizia, collaborazione, coabitazione di uno spazio, di un paese, di un sistema sociale) come un giovane albero richiama ad un impegno importante che ha come traguardo il futuro, il piantare oggi ciò che servirà domani alle prossime generazioni.
Se ora usiamo cura e armonia nel nostro amarsi, i risultati saranno visibili a lungo termine. In tutto questo trova spazio un ricordo tutto privato da parte della Biblioteca di Treville che sta in quell’esempio di prendersi cura di alberi e natura che ci ha lasciato una nostra cara amica, per molti anni collaboratrice di tante iniziative dedicate all’ambiente e rivolte specialmente ai bambini.

Niente di cui ha piantato andrà perduto, anche se gli spazi che lei curava con tanta attenzione non saranno forse gli stessi, anche se i suoi progetti ambiziosi non troveranno la vera realizzazione che lei avrebbe auspicato. Ma il messaggio di “difendere un albero e il suo territorio”, quello resta e lo passeremo di mano in mano ai nostri ragazzi come un testimone importante e un maestro di vita.
In tal modo, unita all’espressione dei sentimenti, la tenerezza potrà espandersi anche attraverso il rispetto della natura. 

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