Casale Monferrato, Scuola

L’ Istituto Superiore Leardi commemora la Shoah

Le iniziative per il “Giorno della Memoria”

In occasione del XXI Giorno della Memoria, l’Istituto Superiore “Leardi” ha voluto ricordare il dramma della Shoah e le vittime della follia nazifascista con una mattinata di interventi tematici e di approfondimenti. Lo scorso mercoledì 27 gennaio gli studenti hanno avuto la possibilità di riflettere sul significato di questa giornata, istituita in Italia nel 2000, guidati dalle attività proposte dai loro docenti.

«Tutto l’Istituto si impegna, per l’alto valore civico e morale di questo giorno, a promuovere iniziative formative significative per i nostri studenti – spiega il Dirigente Scolastico, prof.ssa Nicoletta Berrone – Il “Leardi” inoltre si riconosce delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo ultimo discorso per commemorare la Shoah, in particolare quando ricorda che “ ricordare e far ricordare a tutti il sacrificio di milioni di vittime innocenti – ebrei in maggior parte, ma anche rom e sinti, omosessuali, oppositori politici, disabili – esprime dunque un dovere di umanità e di civiltà, che facciamo nostro ogni volta con dolorosa partecipazione. Ma faremmo un’offesa grave a quegli uomini, a quelle donne, a quei bambini mandati a morire nelle camere a gas, se considerassimo quella infausta stagione come un accidente della storia, da mettere tra parentesi. Se, insomma, rinchiudessimo soltanto nella memoria quei tragici accadimenti, chiudendo gli occhi sulle origini che hanno avuto e sulle loro dinamiche”».

«Il filo conduttore individuato – spiegano i docenti organizzatori della giornata di studio – è stato il rapporto tra storia e memoria. La memoria di ciò che è stato è fondamentale ma, come ricordato dallo storico Walter Barberis nel suo recente saggio “Storia senza perdono”, essa con il tempo può affievolirsi o alterarsi. La memoria deve certamente restare centrale, ma è imprescindibile da essa un accurato lavoro storico che, attraverso la ricerca documentaria e storiografica, valorizzi il ricordo di quanto accaduto, proteggendolo da eventuali tentativi di revisionismo o negazionismo». 

Per esempio, gli studenti della 5aA Costruzioni Ambiente e Territorio hanno potuto concentrarsi sul rapporto tra storia e memoria della Shoah prima con la Lectio Magistralis del professor Daniele De Luca, professore associato dell’Università del Salento, che ha offerto una panoramica sul tema, poi grazie allo spettacolo “Un viaggio nella storia” della compagnia ImprovvisArt, una rappresentazione in cui si mettevano in scena i sostenitori tedeschi di Hitler durante la Seconda guerra mondiale, i quali erano convinti che solo il Führer potesse risollevare le sorti del Paese. L’intervento, promosso dall’associazione “Treno della Memoria”, intendeva mantenere alta, anche in questo periodo di pandemia, l’attenzione su queste tematiche, che hanno risvolti anche sul nostro presente. 

Il rapporto tra storia e memoria è stato indagato anche dalla 2aA Liceo artistico “Angelo Morbelli”, dalla 2aA Costruzioni, Ambiente e Territorio e dalla 5aB Grafica e comunicazione: gli studenti hanno avuto modo di effettuare una visita virtuale al “Memoria della Shoah di Milano”, di riflettere sulle caratteristiche artistico-architettoniche della Stazione Centrale di Milano e sulle drammatiche vicende, storiche e umane, che hanno riguardato il famigerato Binario 21, da cui centinaia di perseguitati furono costretti a partire verso i campi di concentramento e da cui, purtroppo, pochissimi fecero ritorno.

Un approfondimento storico è stato proposto agli alunni di 4aA Turismo: se gli alunni conoscevano il complesso dei campi di concentramento di Auschwitz, divenuto il simbolo della Shoah, questo giorno è stata l’occasione per indagare la situazione italiana: in particolare, ci si è concentrati sul campo di Fossoli, a pochi chilometri da Carpi, Modena. «Grazie al documentario “Fossoli, anticamera per l’inferno”, commentato dal nostro insegnante – spiegano i ragazzi – ci siamo resi conto che il dramma della prigionia nei campi di concentramento è una ferita anche italiana. La Risiera di San Sabba, i campi di Bolzano e di Fossoli: dopo l’armistizio del 1943 nel nostro Paese si commisero crimini indicibili, di cui però non eravamo a conoscenza né ne avevamo coscienza storica». Scoprire la storia del campo di Fossoli, le sue espansioni e le storie dei suoi internati (lo stesso Primo Levi vi trascorse un breve periodo prima di finisce ad Auschwitz, come ricordato in “Se questo è un uomo”) permette di mantenere vivo il ricordo e colpisce molto gli studenti, che hanno partecipato con trasporto alle iniziative.     

Tra le altre testimonianze presentate, ha colpito molto gli studenti quella della senatrice a vita Liliana Segre, che a distanza di anni mantiene vivo il ricordo di quel viaggio e della drammatica esperienza della prigionia nel lager di Auschwitz. «Il discorso di Liliana Segre al Parlamento europeo è stato molto toccante – raccontano gli studenti di 3aB Turismo – non soltanto perché riflette l’orrore che ha vissuto, ma soprattutto perché invita tutti noi a impegnarci: esiste sempre un’alternativa e si può sempre decidere di fare la differenza. Noi giovani siamo e vogliamo essere come la farfalla gialla che vola sopra i fili spinati, che supera l’indifferenza e che fa la cosa giusta».    

Concludiamo citando un altro passaggio dal discorso del Presidente Mattarella, perché altamente significativo sulle intenzioni d’Istituto della commemorazione del “Giorno della Memoria”: «La memoria – che oggi celebriamo qui e in tante altre parti del mondo –  non è, dunque, gettare lo sguardo su una fotografia che sbiadisce con il trascorrere del tempo. Ma un sentimento civile, energico e impegnativo. Una passione autentica per tutto quello che concerne la pace, la fratellanza, l’amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l’eguaglianza, la libertà, la democrazia».

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