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Calcio – “Quote Rosa” della JCP: a tu per tu con Patrizia Monaco

 C’è una Junior Calcio Pontestura che scende sul campo verde ed una che lavora dietro alla scrivania (e non solo). Un team di persone che dedicano il loro tempo libero ad una passione sportiva che da una parte toglie tempo a se stessi ed alla famiglia, ma che dall’altra regala gioie e condivisioni che non hanno eguali. Oggi vogliamo osservare il mondo JCP con gli occhi dell’unica rappresentante del genere femminile che fa parte della consiglio giallo-rosso-blu (c’è anche Filomena Di Domenico ma è tesserata come dirigente accompagnatrice degli Allievi): Patrizia Monaco

Nata a Enna il 7 maggio del 1978, occupa il ruolo di segretaria della Junior Calcio Pontestura dalla stagione 2015-16. Una etichetta che le va stretta, perché Patrizia non è solo quella che gestisce i tesseramenti ed il lavoro di segreteria, ma è anche la persona che organizza il servizio bar a Pontestura e che risolve i cosiddetti “problemi dell’ultimo minuto”. Insomma, una donna che se non ci fosse, bisognerebbe inventare. 

Anche tu stai vivendo una stagione a dir poco particolare. Come hai gestito la fase uno dell’emergenza COVID19? 

Iniziamo con il dire che sono di indole fatalista. Non ho mai avuto paure particolari, anche se ho cercato di affrontare le cose nel massimo rispetto delle regole. Lavoro come assistente domiciliare e sono vicina ogni giorno a persone anziane ed ammalate. Ho affrontato il COVID19 a testa alta, cercando comunque di salvaguardare la mia salute e quella della mia famiglia. Le giornate in lockdown sono passate così, tra lavoro, casa e famiglia”. 

Sei alla JCP da molto tempo; quali sono i tuoi ricordi più belli e come sei arrivata al ruolo di segretaria del club? 

L’anno più bello è stato il primo. Insieme agli altri genitori ho cercato di costruire qualcosa di positivo iniziando ovviamente dalla formazione dove giocava mio figlio (Allievi) che era guidata da Vincenzo Altomonte, per me il top a livello giovanile. Un passo alla volta si è cercato di fare sempre meglio ed ho guadagnato la fiducia del presidente e del direttore sportivo, che mi hanno chiesto se me la sentivo di gestire la segreteria. Sono state due bellissime stagioni. Il resto poi è storia, con una prima squadra che non ha mai tradito e che ci ha fatto divertire”. 

Cosa ti manca di più e quando pensi si possa tornare a svolgere l’attività sportiva? 

Mi mancano i ragazzi. Dalla prima squadra alle giovanili, passando per gli staff tecnici e per i quadri dirigenziali. Mi manca il contatto con la gente che condivide con me una grande passione. Se parliamo di luoghi invece, sento la mancanza del campo di Pontestura. L’odore dell’erba, il fango sulle divise, insomma mi manca il calcio, quello vero! Tornare a pieno regime sarà difficilissimo. Si sta muovendo qualcosa in serie A, ma le realtà dilettantistiche sono lontane anni luce e non sono in grado di andare incontro a tutti i regolamenti per la ripresa. Immaginiamo solo cosa voglia dire il distanziamento negli spogliatoi, le docce da fare a casa in inverno e così via. Se a tutto ciò uniamo il fatto che il calcio è sport di contatto… beh, la vedo dura”. 

Secondo te come si sarebbe potuta concludere la stagione 2019-20? 

La squadra con il recupero degli infortunati avrebbe potuto terminare la stagione in maniera dignitosa. Il cambio di allenatore è servito ai ragazzi per capire che le responsabilità erano di tutti e che per uscire dalla crisi ci voleva una risposta collettiva di grande maturità. Penso abbiano imparato molto nel passaggio da mister Merlo a mister Casone e siccome si tratta di ragazzi intelligenti, sapranno trarne profitto per il loro futuro”. 

E’ indubbio che il COVID19 lascerà una scia profonda anche dal punto di vista economico. Probabilmente si dovrà ricominciare ridimensionando in generale tutto lo sport dilettantistico. 

Andare dagli sponsor a chiedere aiuti sarà un’autentica impresa. Non farei conto sulle sovvenzioni dello Stato e delle Regioni, ma nel contempo non trovo onesto gravare ulteriormente sui genitori e sui bilanci delle famiglie. Tornare indietro? Ne avremo di passi da fare e lì si vedrà il valore delle persone. Inoltre, penso che il COVID19 abbia insegnato parecchio a livello umano. Cambierà il modo di pensare, ma soprattutto cambieranno le priorità di ognuno di noi”. 

Immaginiamo che da domani si possa tornare al campo sportivo. Qual è la prima cosa che farai? 

Abbraccerò tutti. Dal presidente Zanforlin al DS Bonafè, dai ragazzi della JCP al nostro impareggiabile ed impagabile Santoro. Non so quando arriverà, ma sarà un giorno bellissimo 

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