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Brucia la Befana a Santa Maria del Tempio

I ragazzi di Santa Maria del Tempio, frazione di Casale Monferrato, insieme alla famiglia Fiori sabato 5 gennaio 2019 hanno organizzato la manifestazione ” Brucia la Befana” giunta alla trentesima edizione. Questa tradizione nasce dalla presenza nella frazione di numerose famiglie Venete che nella notte dal 5 al 6 gennaio usano bruciare con un falò la Befana, bevendo il vin brûlé , mangiando pinza e cantando filastrocche.
Secondo la tradizione popolare il vento che trasporta con sé il fumo e le faville del falò indicherà come sarà il nuovo anno appena iniziato. È conoscenza popolare che il garbìn, vento vorticoso con direzione sud-ovest, annuncia la pioggia, essenziale per preparare i campi al prossimo raccolto, mentre il vento fùrlan, da nord-est, porta tempo asciutto, il terreno sarà quindi arido e porterà scarse messi.  Se le fiamme si dirigono verso est la sorte sarà buona, se, viceversa, si dirigono verso ovest sarà avversa. Ai giorni nostri, in alcuni posti, si dice che la befana, ovvero “la vecchia” rappresenta l’anno passato che brucia, i dolci che porta rappresentano i doni dell’anno appena entrato, la scopa serve per spazzare via l’anno vecchio, e le calze rotte simboleggiano il cammino fatto.

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Filastrocche Venete

«Pan e vin,
ła pinsa soto el camin.
Faive a ponente
panoce gnente,
faive a levante
panoce tante»
«Pane e vino,
la pinza sotto il camino.
Faville a ponente
pannocchie niente,
faville a levante
pannocchie tante»
«Fuive verso sera
poenta pien caliera.
Fuive verso matina
poenta molesina.
Fuive a meodì
poenta tre olte al dì.
Fun a bassa
poenta pien cassa»
«Faville verso ovest
calderone pieno di polenta.
Faville verso est
polenta molliccia.
Faville verso sud
polenta tre volte al giorno.
Fumo verso sud
cassa piena di polenta»
«Se il fum al va a soreli a mont,
cjape il sac e va pal mont.
Se il fum al va a soreli jevât,
cjape il sac e va al marcjât»
«Se il fumo va a occidente,
prendi il sacco e vai per il mondo [emigra].
Se il fumo va a oriente,
prendi il sacco e vai al mercato [a vendere il raccolto]»

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